Dubbi benefici vitamina D
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Vitamina D, dubbi sui benefici in alcune terapie

Benessere

Non ci sono prove che integrare vitamina D sia efficace nel ridurre il rischio di fratture ossee, il cancro e le malattie cardiovascolari.

Questa è la conclusione, pubblicata sull’ultimo numero degli Annals of Internal Medicine, in due articoli separati che argomentano che non ci sono risorse convincenti per sostenere una tesi del genere. Nel primo articolo si espongono alcuni studi relativi alla supplementazione di vitamina D al fine di ridurre il rischio di sviluppare il cancro e di fratture ossee.

Mai Chung, ricercatore presso la Tufts Medical Center, Boston, Massachusetts, ha raccolto dati su 19 studi clinici e 28 studi osservazionali, per scoprire quali fossero i benefici ed i rischi dell’assunzione di vitamina D da sola o in combinazione con il calcio per la cura di tumori e fratture nei pazienti adulti.

Secondo lo studio, il rischio di fratture nei soggetti anziani è effettivamente ridotto in caso di assunzione di vitamina D combinata con supplementazione di calcio, ma rimane identico quando la vitamina D viene assunta da sola.

Le prove a sostegno della supplementazione di vitamina D nella prevenzione del cancro sono risultate poche e poco convincenti. Alcuni dati hanno indicato che forse la vitamina D potrebbe ridurre il rischio totale di cancro -ma le prove raccolte necessitano di ulteriori approfondimenti e non sono sufficienti per dare un’indicazione precisa in merito.

Troppa vitamina D, in cambio, può aumentare le probabilità di patologie ai reni e di sviluppare calcoli delle vie urinarie, sollevando preoccupazioni su quale dovrebbe essere il dosaggio corretto. Gli autori hanno spiegato che l’USPSTF (United States Preventive Services Task Force) sarà presto in grado di fare una raccomandazione precisa sulla supplementazione di vitamina D, anche sulla base delle loro attuali scoperte.

In un secondo articolo gli scienziati Cora McGreevy e il team del Royal College of Surgeons in Irlanda hanno inoltre spiegato che non ci sono prove nemmeno a sostegno dell’ipotesi che la supplementazione di vitamina D aiuti a prevenire le malattie cardiovascolari.

Gli autori hanno raccolto dati sugli studi pubblicati tra il 1985 e il 2011 per determinare quali enentuali effetti la supplementazione di vitamina D potrebbe avere sulle patologie cardiovascolari. I risultati, in generale, sono stati contraddittori o inconcludenti.

La carenza di vitamina D, hanno infine spiegato, è diventata una condizione sempre più comune. Tuttavia, anche se la carenza di vitamina D è ben dimostrabile, non esistono ancora linee guida standard per definirne un dosaggio preciso.