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Google Editions, il nuovo marketplace per e-books

Verrà lanciato all’inizio dell’estate Google Editions, il nuovo progetto di una piattaforma online dedicata alla vendita di e-books, con un catalogo che nelle previsioni dovrebbe contenere più di mezzo milione di titoli.
Iniziativa che introduce Google nel mercato in espansione degli e-books e si fa apprezzare per due ragioni almeno: il modello di business e la possibilità di accedere ai testi direttamente dal Web browser, senza necessità di scaricarli.
Al momento, infatti, i contenuti non saranno disponibili per il download ma solo per la consultazione, in rete o off line nel caso in cui il documento sia stato aperto anche solo una volta.
Ma il successo di Google Editions potrebbe essere assicurato anche dalla possibilità data agli utenti di accedere ai testi da qualsiasi e-reader (sembra infatti che il ventilato accordo con la Sony per la fruizione dei titoli attraverso il suo e-reader non contemplerebbe una clausola di esclusività), ma ancora più semplicemente l’accesso sarà garantito anche da un PC o da un notebook, da uno smartphone, e con ogni probabilità da iPhone e iPad, ma manca al momento un annuncio in tal senso.
Apparentemente analoga a Google Books Search, l’iniziativa Google Editions ha proprio nell’annosa questione dei diritti la differenza più pregnante.
Editions tratterà, infatti, solo testi coperti da copyright e garantirà agli editori, nelle condizioni attuali, il 63 per cento del prezzo di vendita dei testi.
L’annuncio sul nuovo servizio di Google non sembra al momento avere suscitato reazioni avverse a cui Google è ormai aduso.
La prospettata collaborazione con gli attuali siti di e-commerce, certamente Amazon e Barnes & Noble, con congrue percentuali sulle vendite (45 per cento), dovrebbe mitigare i timori dovuti all’ingresso di un nuovo e potente concorrente nel mercato della distribuzione delle opere correnti e fuori catalogo.
Gli editori non hanno ancora aderito pubblicamente all’iniziativa ma sembrano guardarla con interesse per l’opportunità vantaggiosa, in particolare per i piccoli editori, di avere accesso all’universo degli e-books.
Publishers tend to believe the more outlets to sell books the better. Even the smallest independent bookstore will have access to a sophisticated electronic-book sales service with a vast selection of titles”, riporta il Wall Street Journal.
Ciber Newsletter-Maggio 2010


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Google digitalizza le biblioteche di Roma e Firenze

Grazie ad un accordo con il Governo italiano, Google selezionerà un totale di un milione di titoli tra le opere delle Biblioteche Nazionali di Roma e di Firenze per avviarli alla scansione digitale e alla pubblicazione online
Francesco Maria Giro, sottosegretario ai Beni e alle Attività Culturali, nel corso della riunione di ieri del Consiglio Europeo dei Ministri della Cultura, ha illustrato l’accordo che il Governo italiano ha siglato con Google per la digitalizzazione di un milione di opere delle Biblioteche Nazionali di Roma e Firenze.
Google raccoglierà i volumi d’interesse, evitando le opere “orfane”, cioè quelle di cui si ignorano i titoli dei diritti e quelle che sono ancora protette da copyright (ovvero non sono ancora passati 70 anni dalla morte dell’autore).
In realtà, nel secondo caso, la digitalizzazione potrebbe essere solamente rimandata per lasciare spazio ad una riflessione approfondita in sede nazionale ed europea con gli esponenti delle categorie professionali interessate.
Qualora venissero individuati meccanismi che soddisfino tutte le esigenze in gioco, non è escluso che Google possa essere autorizzato a mettere le mani anche su opere tutt’ora in commercio.
Per realizzare quest’opera di digitalizzazione, il colosso di Mountain View ha pensato di creare un centro di scannerizzazione ad hoc, sul territorio italiano.
A lavoro ultimato, Google donerà una copia digitale di tutti i libri acquisiti alle due Biblioteche, restituendo gli originali.
I costi dell’operazione saranno a carico di Google, così come quelli del trasporto dei volumi dalle Biblioteche al centro e ritorno.
Dopo la prima fase di digitalizzazione, sarà poi la volta della pubblicazione tramite il canale libri dello stesso motore di ricerca.
Presto, il Sapere contenuto nei testi selezionati da Roma e da Firenze, andrà ad arricchire il già folto numero di volumi presenti nell’archivio digitale di Big G. Con il “programma Partner”, che riguarda le opere ancora protette dal diritto d’autore e che consente agli stessi di decidere quale percentuale dei propri libri rendere disponibile (anche solo poche righe), Google ha reso la ricerca dei testi davvero completa: grazie a questo sistema è possibile trovare i libri e sapere dove acquistarli o prenderli in prestito, senza ledere alcun diritto dell’autore e anzi, favorendo la diffusione del suo testo.

Lorenzo Gennai- Pubblica Amministrazione.net – martedì 11 maggio 2010
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Bentornato Mr. Fantasy

TELEVISIONE. Sui canali generalisti non c’è più spazio per la musica di qualità. Su Raisat Extra, però, riprende la celebre trasmissione degli anni Ottanta, sempre con Carlo MassarinI.
L’inizio degli anni Ottanta era un’altra epoca per la musica. Sembrano passati secoli da quando la tv era fatta di qualità e in seconda serata ritrovavi Fabrizio De André che presentava il suo ultimo album o il nuovo video dei Rolling Stones lanciato in anteprima. In quel periodo simbolo della musica in tv era Carlo Massarini. E paradossalmente lo è ancora in questi giorni. Rivederlo sul teleschermo fa sempre un certo effetto. Di sicuro è difficile per la generazione dei trentenni di oggi ricordarlo nelle vesti di Mister Fantasy.
Ma Massarini è stato sempre un passo avanti a tutti gli altri. Nel 1995, quando in molti ancora non sapevano dell’esistenza di Internet è stato il primo con Mediamente che ha portato in tv termini come web, online, presentandoci come reale un futuro che in molti vedevano ancora lontano. Neanche a dirlo, aveva ragione lui. All’inizio degli anni Ottanta la sua “musica da vedere” sembrava qualcosa di veramente strano. I videoclip erano agli albori e Carlo Massarini, prima dell’arrivo di Mtv, raccontò la musica attraverso le immagini, trasformando Mister Fantasy in una trasmissione mitologica. La musica veniva raccontata, spiega e analizzata.
Qualità, intelligenza, ospiti mai banali, tutti elementi difficili da ritrovare nella televisione di oggi. A ventisei anni dall’ultima puntata la Rai riprende l’idea della “musica da vedere” e la ripropone. Dagli inizi di marzo, infatti, su Raisat Extra è tornato Mister Fantasy e la sua band, in versione Reload & Rewind. Lo studio futuribile con i grandi tasti e il celebre tunnel di ingresso si è trasformato nel Maxxi di Roma, il museo firmato Zaha Hadid, che con le sue forme e i colori richiama un’astronave.
Massarini, pur senza la tenuta bianca che lo caratterizzava, è sempre lo stesso, così come i protagonisti di un tempo che ritornano, con qualche capello in meno. Certo, Luzzato Fegiz ha perso molto della verve di un tempo. Ma la musica c’è tutta. Allo stesso tempo Raisat Extra sta riproponendo tutte le storiche puntate della trasmissione, quelle che dal 1981 al 1983 hanno fatto la storia della musica in tv. Storia che da allora non si è più ripetuta, anzi, nei palinsesti delle tv di oggi la musica è praticamente scomparsa.
Mancano spazi, al di fuori degli innumerevoli talent show e reality, dove poter approfondire e trasmettere la musica di qualità. Per ora è solo sul satellite, ma si spera che Mister Fantasy possa ritornare, in seconda serata come sempre, su uno dei tanti canali generalisti.

Terra, 20 marzo 2010
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