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Rappresentazione figa finta figa bona brutta figa

La Figa, la Finta e la Santa Carina

Educazione Sessuale

A scegliere, lo sappiamo, è la donna: non è una concessione galante di noi uomini, è semplicemente che il dannatissimo codice penale non prevede il rimorchio con clavata al cranio usato dai nostri avi ancestrali. Altrimenti lo useremmo, sia chiaro.

Facciamo un passo indietro (esatto, ancora non si tromba): abbiamo parlato di sesso anale, fellatio e preliminari ma, meschini, non ci siamo chiesti come si sia arrivati a tutto ciò e, soprattutto, quali meccanismi siano scattati nella testa dell’uomo.

Premessa Metodologica

Vorrei stupire le gentili donzelle che pensano che noi uomini siamo una massa di insensibili arrapati che si muovono secondo il principio del “Basta che respira”. Sbagliate, per due motivi:

  1. Ci siamo evoluti, ragazze. Sfruttando i più recenti studi sulla termodinamica applicata al rigor mortis oggi il nostro principio guida è “Basta che il corpo sia ancora caldo”. O almeno tiepido. Ad agosto va bene anche freddo
  2. Anche noi uomini abbiamo una nostra scala di valori. La differenza è che la vostra risponde alla domanda “Gliela dò?”, la nostra alla domanda “Con quanto entusiasmo glielo dò?”

Le Docce della Palestra

Prima di esporre la scala va specificata una cosa: le tanto leggendarie chiacchierate sotto la doccia in palestra non sono come le immaginate voi. Anzi, a sentirle potreste anche stupirvi, visto che non di rado ci sono frasi come “Ma quella ha il culo sformato” – “Nooooo, c’ha le orecchie a sventola” – “Sì, se la tira ma è senza zizze”. E potreste pensare “Ma guarda, anche loro fanno gli schizzinosi”.

Non fatelo. L’uomo sa benissimo quanto è bella quella che prova a portarsi a letto, ma anche sotto le docce della palestra non abbandonerà un principio: la donna è brutta finchè non te la dà.

Esempio pratico: un amico si fidanza. In amicizia, quando lui non è presente, la ragazza verrà sezionata nei minimi dettagli (n.b. apprezzate il fatto che con questa frase sto mandando a puttane le mie amicizie), con feroci allusioni sulla sua possibile disinibizione sessuale e dissertazioni sulle sue caratteristiche fisiche.

Sì, perché tanto è la donna dell’amico e quindi è tabù (per questo gli uomini si muovono in piccoli gruppi: per non ridurre le prede potenziali). Quando si tratta invece di avventure, la cosa è più facile ancora. Mettiamo che nella compagnia arrivi un roito (trad. cesso) e che mister X, Y e Z ne parlino: la distruggeranno con una crudeltà che al confronto Mengele è Giuseppe Moscati.

Poi, irrimediabilmente, il roito punta uno di loro, che cede e si abbandona all’amplesso.

Dialogo successivo:

X – Ah, ma ti sei fatto Tripunzia?

Y – Eh, guarda, non lo so, cazzo quelle birre…

Z – Ma no, mica ti devi giustificare, hai fatto bene!

Y – Eh, lo so, ma avevamo detto che era un ces…

X – Ma che c’entra, na botta è na botta, non si nega mai

Z – Io me la sarei fatta, aveva pure le tette grandi

Y – Sì vabbè, ma erano due budin….

X – Meglio! Sono divertenti, ballano! Ma dimmi, cosa fa?

Y – Mah, sta a ingegneria, credo al secondo an…

Z – Imbecille, cosa fa a letto! Tromba bene?

Y – Mah, ti dirò…

X – Ingoia?

Y – Eh, allora…

Z – Sesso anale?

Y – Sì, ma se mi fat…

X – E parla stronzo!

Y – Dunque…

X – Vuoi parlare o devo menarti???

Z – Almeno ha un’amica???

X – Accetta il Bancomat?!?!?

Z – Dopo mantiene il segreto????????

E via dicendo. Gli uomini non han bisogno di giustificarsi perché si son fatti una: potranno esserci sfottò di ogni genere, anche infidi all’ennesima potenza, ma quando si parlerà seriamente il responso sarà sempre lo stesso, “Me la sarei fatta anche io”.

Questo perché l’uomo ha saputo superare l’invidia del pene e ha sviluppato l’alibi del pene: se si alza il pene, vale la pena. E questo pur sapendo che, per un semplice fatto meccanico, è possibile procurarsi un’erezione anche mettendolo nel Gratì acceso.

La scala dell’entusiasmo fallico

Ora, posto che in quanto democratici noi non facciamo distinzioni tra bellezza e bruttezza come voi e l’unica profondità che ci interessa è quella del deep-throat, andiamo a catalogare le donne secondo la scala dell’entusiasmo fallico.

Innanzi tutto vanno distinti tre gruppi in base alla diffusione demografica della notizia dell’amplesso: la donna-manifesto, la donna-volantino e la donna-wikileaks.

La Donna-Manifesto

La donna-manifesto deve possedere una delle seguenti caratteristiche a scelta:

  • Essere bona oltre il ragionevole
  • Essere casta oltre il ragionevole

Sì, perché con questo tipo di donna la reazione sarà la seguente: lei a fine amplesso ti dirà “Ma mica ne parli in giro?”. La risposta fissa sarà “Ma ti pare?”.

A questo punto, la donna, ingenuamente la interpreterà come “Ma ti pare che ne parlo in giro?” quando in realtà la traduzione è “Ma ti pare che mi faccio una topa come te e non lo vado a dire a chiunque?”.

Alla successiva uscita della comitiva l’uomo si presenterà con la maglietta “Me la sono fatta”. Per quella bona  non si entrerà nemmeno nei dettagli: basta esserci andato a letto.

Per quella casta invece pioveranno domande… e anche se lei si è convinta a dartela in una crisi di follia e a letto è stata timidissima, nei racconti dell’uomo si trasformerà in una lupa mannara che emette gemiti incontrollabili anche se le tocchi un polso.

La Donna-Volantino

La donna-volantino, invece, sarà a scelta una che:

  • La dà in giro per sport
  • E’ una ragazza normale

In questi casi è opportuno esibire la preda, ma è inopportuno vantarsene manco si fosse catturata una tigre del Bengala. L’innato spirito di competizione maschile, infatti, verrà prepotentemente fuori e i primi commenti saranno inevitabilmente “Vabbè, se la son fatta tutti” oppure “Se mi ci metto di impegno me la faccio anche io”.

Questo per chiarire il concetto che devi calare la cresta.Occorre parlarne con discrezione senza il bisogno di esagerare. Nel caso della donna-manifesto, infatti, il terreno è favorevole: abbiamo fatto il colpo grosso, tanto vale esagerare per entrare nella leggenda, tenendo in considerazione il fatto che difficilmente qualcuno passerà sulla stessa vittima.

La donna-volantino, invece, è diversa: in particolare nel caso della dispensatrice di grazie, il fatto che qualcuno in comitiva ci sia andato spingerà il resto degli esseri umani di sesso maschile a cominciare a ronzarle attorno. Altra cosa che voi donne ignorate è l’organizzazione che regna in questi casi: si prende il numero come alla Posta, tanto prima o poi tocca a tutti.

Alcuni, quelli molto insicuri, temendo un fallimento che sarebbe un’onta irreparabile preferiscono defilarsi e portarsi la reputazione del cosiddetto “tard ‘e chiammat”, che designa il tipo poco sveglio con le donne.

La Donna-Wikileaks

La donna-wikileaks, lo dice la parola stessa, è un’informazione riservata: te la fai, lo verranno a sapere in pochi e dietro minaccia di denuncia nel caso la cosa diventasse di dominio pubblico.

Le caratteristiche della donna wikileaks sono:

  • Dare l’impressione di essersi fatta saltare la faccia su una mina anti-uomo (da cui il nome delle mine)
  • Avere caratteristiche fisiche non adatte al sollevamento pene

Anche sulla seconda caratteristica è opportuno chiarirsi: non si parla di donne troppo magroline, troppo rotonde o con poche tette.

Si parla invece proprio di quadri di Picasso, manifesti della sproporzione fisica, donnuomini barba inclusa. Insomma, si parla di tutte le caratteristiche che rendono una donna teoricamente “inchiavabile”.

A questo punto si torna ad esagerare: sì, perché quando si racconta la cosa, per dare una specie di giustificazione all’atto immondo, oltre ad usare la classica scusa dell’alcool si accentuano le prestazioni della suddetta come a dire “E’ brutta, però…”.

Ergo, altra regola: se una ragazza è brutta è sempre perversa oltre ogni limite immaginabile, pratica sempre l’ingoio con gargarismo, urla sempre come la Ricciarelli.

Misurare una Donna in Pinte

La donna-wikileaks ha un’ulteriore sottoclassificazione che si esprime in pinte.

  • Una pinta: è quella di cui, in fondo, si pensa dall’inizio che con un po’ d’alcool è fattibile
  • Due pinte: è quella che “Non credevo di farmela, ma poi sai com’è…”
  • Tre pinte: è quella che “Credevo fosse umanamente impossibile, ma poi sai com’è…”
  • Quattro o più pinte: “Non so, guarda, non ricordo, per come stavo mi sarei fatto anche Rosy Bindi”

Oltre queste donne c’è solo lo yeti. Non è dato sapere se qualcuno si sia mai fatto lo yeti, perché anche qualora accadesse sarebbe necessario apporre il Segreto di Stato.

Voglio però farvi una confidenza: la prima ragazza che ho baciato faceva girare la testa alla gente per strada. Dall’altra parte, per la paura. Se me la fossi fatta non ve lo direi comunque, ma datemi credito se vi dico che neanche io ho osato tanto.