Come capire se hai la Cellulite

Benessere

Capire se il tuo inestetismo è adiposità o cellulite, farà la differenza nei risultati per eliminare i nostri problemi estetici.

Panettoni, pandoro, torroncini che dopo Natale rimangono nelle nostre dispense e che “bisogna” consumare  sono un’ottima scusa per viziarci con dolci coccole nel periodo post Natalizio.

A distanza di quasi un mese dal Natale ecco che le dolci tentazioni lasciano il posto all’amara consapevolezza di qualche chilo di troppo accumulato in questo lungo periodo.

Tra amiche, nei social network, sulle  riviste, l’argomento di questo periodo è comune: come ritornare in forma dopo le feste di Natale. Dalle diete detox agli alimenti che stimolano il metabolismo, dall’attività fisica ai trattamenti estetici, tutto ruota attorno alla bellezza del nostro corpo.

Infatti  è proprio in questo periodo che nei centri estetici aumentano le richieste di trattamenti dimagranti e anticellulite così come nelle palestre aumenta il numero di iscrizioni.

Insomma in questo periodo tutti a dieta, dall’estetista ed in palestra!

Prima ancora di prendere qualunque decisione per ritornare in forma è opportuno inquadrare bene il nostro inestetismo: si tratta di cellulite, di adiposità localizzata, di adiposità generale o di cellulite mista ad adiposità?

E’ importante innanzitutto chiarire  la differenza tra adiposità e cellulite, due inestetismi diversi ma molto spesso confusi.

L’adiposità è l’aumento di volume delle nostre cellule di grasso (adipociti) che determina un aumento delle nostre rotondità e può interessare  tutto il corpo in maniera  generale (adiposità generale con conseguente sovrappeso) o può essere localizzato in alcuni zone,  a seconda della  predisposizione e della struttura corporea (adiposità localizzata).

Se l’adiposità è un semplice ingrossamento delle cellule adipose,  la cellulite è invece una vera e propria alterazione di tutto il tessuto cutaneo che, partendo dallo strato adiposo (cioè  la zona della cute più profonda), si estende man mano agli strati  superiori, derma ed epidermide.

L’insorgenza della cellulite è dovuta alla difficoltà dei capillari venosi di riassorbire i liquidi e le scorie presenti nel tessuto (interstizio), determinando quello che comunemente è noto come ritenzione idrica o edema; da qui per difesa le fibre presenti nel tessuto s’induriscono formando noduli e creando un circolo vizioso.

Tanto più il tessuto s’indurisce tanto più non viene ben ossigenato, i liquidi e le scorie permangono ed il sistema linfatico si rallenta.

Dal momento che nella nostra pelle sia le fibre che i capillari decorrono in maniera collegata dal basso verso l’alto, l’indurimento e lo scompaginamento del tessuto adiposo tenderanno ad alterare il derma provocando anche qui sclerosi di fibre ed acido ialuronico con conseguente scarsa ossigenazione.

L’epidermide, lo strato più superficiale  della pelle, non essendo irrorata dai capillari e ricevendo il nutrimento dal derma risulterà chiaramente spenta, poco idratata e fredda al tatto.

Quasi sempre l’adiposità generale e quindi il sovrappeso è accompagnata dalla cellulite ma non è così frequente il contrario.

La cellulite infatti colpisce anche molte donne magre o anche addirittura sottopeso. Ma è anche vero che molte donne sono convinte di avere la cellulite ma in realtà si tratta di rilassamento tissutale e/o adiposità localizzata.

Ma come fare a capire se si tratta di cellulite? Ecco i consigli giusti.

I segni di riconoscimento della cellulite:

  • Presenza di liquidi (edema) per la permeabilità dei capillari venosi.
  • Pelle a buccia d’arancio, a materasso, per la presenza di noduli e micro noduli dovuti al  meccanismo di difesa delle fibre.
  • Tessuto pastoso per l’abbondante presenza di edema o tessuto indurito per prevalenza di sclerosi (macronoduli).
  • Dolore per la compressione dei recettori sensoriali.
  • Pelle fredda, disidratata e colorito spento. Ciò che rende la pelle calda, ben idratata e di un colorito roseo è la circolazione sanguigna: nelle zone cellulitiche sclerotiche l’irrorazione sanguigna è ostacolata.

Come ormai tutti sappiamo la cellulite, se trascurata e non trattata, peggiora ed è molto difficile da contrastare  perché le cause che interagiscono con la sua insorgenza e la sua evoluzione sono moltissime ed è quasi impossibile  mantenerle tutte in equilibrio.

Il nome scientifico della cellulite sintetizza questo tanto odiato inestetismo in quattro parole: panniculopatia edemato-fibro-sclerotica.

  1. Panniculopatia sta per alterazione del pannicolo adiposo.
  2. Edematosa rappresenta la prima fase caratterizzata dalla presenza di edema.
  3. Fibrosa indica la seconda fase caratterizzata dai noduli fibrosi.
  4. Sclerotica  si riferisce alla fase finale caratterizzata da un indurimento generale del tessuto non solo adiposo ma anche dermico, con interessamento epidermico.

E’ chiaro che il passaggio da una fase ad un’altra non è netto e quindi ci possono essere sintomi che non sono così  ben definiti. Sicuramente però, tanto più la cellulite è in una fase avanzata tanto più sintomi sono presenti.

Evitiamo di fare  errori comuni Strizzare la pelle tra le dita. Normalmente per controllare se si ha la cellulite si preme il tessuto e quasi sempre accade che si vedano i classici buchetti: oddio la cellulite!

Ma  anche i bambini hanno i buchetti al culetto, allora anche loro hanno la cellulite? Tranquille! Il tessuto adiposo è costituito dalle cellule adipose (cellule di grasso rotondeggianti), raggruppate e divise in tanti setti e quindi è proprio la struttura del tessuto che è di per sé ondulata.

Quando gli strati superficiali della pelle sono più sottili, come nella pelle dei bambini, o se li sollecitiamo strizzando con le dita, ciò che vediamo è la struttura stessa del tessuto adiposo.

Guardarsi allo specchio e vedere “buchetti “o avvallamenti è la prima cosa da fare quando si fa un’autoanalisi ma non deve essere l’unica. Molto spesso infatti gli avvallamenti o buchi che noi vediamo non sono dati dalla presenza di noduli o macro-noduli ma da un rilassamento del tessuto che tende ad ondularsi.

Inoltre davanti allo specchio possiamo vedere le classiche “coulotte de cheval” (i cuscinetti) e stabilire a priori che è cellulite, ma potrebbe essere anche solo adiposità localizzata.

Ecco come fare la giusta “auto analisi” per verificare se abbiamo la cellulite.

Sarebbe opportuno munirci di carta e penna e annotare le nostre osservazioni.

1.In piedi davanti allo specchio osservare se:

  • I chili in più sono ben distribuiti sul corpo o se invece sono localizzati (non abbiamo chili in più ma notiamo degli accumuli più pronunciati in alcune zone)
  • il colorito è roseo o ci sono zone spente
  • la pelle è disidratata o addirittura secca
  • si vedono ondulazioni, i classici”buchetti”, o addirittura avvallamenti.

2. Distese sul letto  eseguiamo le seguenti manovre sulle diverse zone del corpo ed in particolar modo su quelle individuate guardandosi allo specchio: gambe, ginocchia, cosce (laterale esterno, laterale interno, zona anteriore e posteriore) braccia, addome.

  • Per verificare la presenza di edema:  premiamo con un pollice a livello della gamba sul margine anteriore della tibia; se  rimane una fossetta (fovea) è evidente che il tessuto ha liquidi in eccesso, se invece il tessuto ritorna immediatamente nella posizione originale allora non c’è edema.
  • Per verificare la presenza di micro e macro-noduli: sempre distese, con i polpastrelli scivoliamo in pressione (la pressione deve essere abbastanza profonda) sulla cute delle diverse zone: il tessuto può presentarsi liscio e compatto, si possono avvertire piccoli granuletti (i micro noduli) o indurimenti che interrompono la pressione scivolata delle dite (i macronoduli).
  • Per verificare la consistenza: palpando il tessuto a mano piena possiamo avere la sensazione di toccare una spugna oppure un tessuto compatto o ancora un tessuto indurito.
  • Per verificare la sensazione di dolore: pizzicando il tessuto, come a voler contare banconote, possiamo sentire un leggero dolore che sparisce appena finita la manovra oppure un dolore che persiste anche dopo.
  • Per verificare la temperatura: con il dorso della mano possiamo apprezzare zone più calde e zone più fredde.
    Se il tessuto è aumentato come dimensione ma alla palpazione ha una consistenza normale, non presenta noduli nè dolore, allora si tratta di adiposità localizzata.

Se davanti lo specchio vediamo degli avvallamenti ma facendo pressione in quelle zone non ci sono noduli allora si tratta di rilassamento cutaneo che potrebbe essere accompagnato da edema o ritenzione idrica qualora il tessuto si presenti spugnoso.

Capire il tipo d’inestetismo è il primo gesto per sapere cosa fare per migliorarlo. Ogni inestetismo necessita di azioni specifiche per ottenere un miglioramento efficace e diretto, sia in termini di alimentazione che di attività fisica e ancor di più di trattamenti cosmetici ed estetici professionali.