Che cos’è l’Osteopatia?

Benessere

L’osteopatia è un approccio terapeutico MANUALE che tende a liberare l’individuo delle difficoltà che lo fanno soffrire o che lo disturbano nel suo normale funzionamento.

Con le sue tecniche, L’OSTEOPATIA utilizza le risorse dell’individuo. Essa provoca reazioni nervose, circolatorie, umorali, energetiche, per permettere all’organismo di riequilibrarsi il più possibile.

CENNI STORICI

Oltre un secolo fa, un medico americano, il Dott. Andrew Taylor Still, deluso dai numerosi insuccessi della medicina, rimette in questione le stesse basi del suo ragionamento e della pratica medica.

Dopo anni di ricerche è convinto della responsabilità o della partecipazione del tessuto di sostegno (scheletro, muscoli, legamenti, aponeurosi ecc) nella causa e nel mantenimento delle patologie.

Infine, poco dopo, un altro americano, William Garner Sutherland, mette in evidenza l’esistenza di una mobilità naturale ritmica ed involontaria a livello delle ossa del cranio e del sacro.

Egli unisce queste due regioni in uno stesso sistema che chiama MECCANISMO RESPIRATORIO PRIMARIO.

Numerosi  fenomeni dolorosi o invalidanti ribelli alle cure normalmente proposte, trovano la loro origine nelle turbe di questo meccanismo.

Ma l’aspetto più importante è che il meccanismo respiratorio primario, per effetto delle relazioni privilegiate che stabilisce con il tessuto connettivo, mantiene sotto la sua dipendenza la mobilità di tutti i tessuti del corpo, rilegandoli in un tutto coerente.

L’uomo diviene una unità fisiologica, un insieme dinamico.

L’OSTEOPATIA: UN CONCETTO

Ben oltre che un insieme di tecniche applicabili da chi le conosce, L’OSTEOPATIA è prima di tutto una scienza che ha una filosofia e regole ben precise.

Queste derivano da scienze come l’anatomia, la fisiologia, la patologia che non sono proprietà di nessuno, se non dell’uomo stesso.

L’Uomo è un tutto.

Con le sue numerose componenti anatomiche che chiameremo strutture, (ossa, organi, articolazioni, visceri, vasi, nervi, etc…) e con loro particolari ruoli, l’uomo è un tutto.

Nella sua fisiologia (funzione), come nelle sue patologie (disfunzioni), L’UOMO VIVENTE è una UNITA’ FUNZIONALE AUTONOMA.

STRUTTURA E FUNZIONE

L’uomo vivente è l’espressione delle strutture che lo compongono.

Ciascuno struttura che è perturbata nel posto che gli compete, cioè che non può più beneficiare di soddisfacenti condizioni alla sua funzione vitale, turba l’ambiente attorno a sé.

Essa stabilisce nuove condizioni che turbano la sua funzione ed il sistema al quale essa appartiene. Ma anche per la molteplicità e la diversità delle interrelazioni che presenta con altre strutture di diversa funzione, essa crea delle disarmonie che turbano il suo ambiente immediato ed altre regioni lontane.

Due principi fondamentali governano la comprensione che abbiamo dell’UOMO VIVENTE:

Sotto l’aspetto fisiologico, la funzione dirige la struttura. La funzione, nozione astratta, organizza la sua anatomia. Crea il suo supporto, la sua struttura attraverso la quale può esprimersi.

Sotto l’aspetto patologico, è la struttura che disorienta la funzione. In questo caso, in seguito ad un avvenimento lesivo, questa struttura è posta in un nuovo contesto, che non è quello per il quale è stata creata.

Non può più avere una fisiologia normale, per cui ha una disfunzione.

Una disfunzione non si manifesta sempre nella regione d’origine. In seguito può colpire un’altra regione ed altre strutture che sono in relazione anatomica con la regione di partenza.

La capacità di adattamento è un altro aspetto che caratterizza la nostra autonomia e la facoltà di mantenerci in vita. Essa impone l’idea di movimento, di cambiamento. La difettosa postura delle nostre strutture ed il loro cattivo equilibrio dinamico ci rende vulnerabili e compromette le possibilità che ci sono  state date al nostro concepimento.

L’invecchiamento è un processo fisiologico che non deve essere accelerato. La malattia si definisce come la risultanza di un’ aggressione e di una risposta di difesa dell’organismo. Questa è una salvaguardia al funzionamento totale del nostro corpo.

L’uomo possiede le proprie forze curative.

Di fronte  a condizioni che possono diventare ostili e suscettibili di generare una patologia, il nostro corpo ha risorse innegabili. Le nostre potenzialità adattive sono da considerare come forze curative che possediamo allo stato latente.

La malattia è una falla che oggettiva una insufficienza di mezzi compensatori. Per ridare alle nostre proprie forze tutta la loro potenza, è sufficiente dare loro la possibilità di agire, presentando loro delle condizioni favorevoli, in quanto solo partendo da quelle, esse si liberano totalmente.

L’Osteopatia interviene nel senso di riarmonizzare lo schema funzionale delle nostre strutture. Dall’essere umano all’individuo.

L’anatomia e la filosofia sono sensibilmente le stesse per tutti all’inizio.

Ma tutti noi abbiamo una costituzione, un passato, una storia che fanno di noi un essere diverso dagli altri.

L’osteopatia tratta l’individuo non la malattia.

Quello che non è l’osteopatia

L’osteopatia non è:

LA TERAPIA MIRACOLO

Come tutte le altre terapie ragionevoli, l’osteopatia non può pretendere di risolvere tutti i problemi che alterano la salute dell’individuo.

UNA MODA, UNA CURIOSITA’

L’osteopatia non è la terapia ultimo grido. Nella sua genesi, come nella sua attualità è il risultato di una rimessa in causa di numerose persone che si sono interessate all’uomo vivente, e che continuano ad interessarsi a lui per capirlo quando è malato.

UN NUOVO MODO DI TRATTARE LE MALATTIE

L’osteopatia non ha inventato niente. E’ soltanto un modo diverso di considerare alcuni aspetti che ci concernono. Il procedimento osteopatico non consiste in una serie di ricette utilizzate, piuttosto di altre, in tale o tal altra affezione. L’osteopatia mira a normalizzare le strutture che hanno perso una parte della loro dinamica naturale e che, per questo, sono poste in una situazione difficile che non può più loro assicurare un funzionamento normale.

UNA FORMA DI TERAPIA IN CONCORRENZA CON LE ALTRE MEDICINE

Nessuna medicina può pretendere l’universalità terapeutica. La soluzione di un problema patologico necessita spesso della partecipazione congiunta o meno, di diverse forme di terapia. L’osteopatia fa parte integrante di un largo ventaglio terapeutico, in seno al quale collabora con altre discipline. L’interesse del paziente resta prioritario.

UNA FORMA MISTICA

La natura è logica e ragionevole. Non è misteriosa ma troppo spesso incompresa, vuoi ignorata nelle numerose manifestazioni che propone alla nostra analisi. Nessun esoterismo guida il ragionamento osteopatico. Numerosi sono fra gli osteopati e fra i loro pazienti quelli che vogliono riconoscere ed accettare solo quello che li soddisfa in modo oggettivo, anche se questo non corrisponde alle conoscenze (scientifiche) riconosciute come tali al momento della maggioranza.

UN MITO

L’osteopatia non è, infine, una teoria fantasista od una leggenda. Trova la giustificazione di ciò che enuncia nei fatti e nei risultati vissuti da quelli che hanno voluto riconoscerla.

MA ALLORA ………..CHE COSA E’ L’OSTEOPATIA ?

L’osteopatia si definisce come una scienza terapeutica manuale, fondata su una filosofia ed un ragionamento da causa ad effetto di cui abbiamo parlato.

Essa interviene sulle strutture umane.

Il suo scopo è di ristabilire la loro armonia funzionale perché possano nuovamente espletare il loro ruolo nelle migliori condizioni.

Una disarmonia funzionale ha per supporto condizioni precise che favoriscono la sua manifestazione e lesioni che turbano la mobilità ed i normali rapporti delle strutture del corpo.

La lesione osteopatica, chiamata anche “disfunzione somatica” (somatico significa appartenente al corpo), è una restrizione della mobilità naturale di una struttura.

Tutte le strutture sono mobili, le une in rapporto alle altre. Questa mobilità è un cambiamento di stato che si alterna ad intervalli regolari e che si ripete nel tempo. Questa alternanza è indispensabile al loro libero funzionamento, e quindi alla loro fisiologia.